DNArtDNArt

SEO > AI > AUTOMAZIONI

  • Sistemi AI
    • P9 — Sistema operativo AI
    • Lead Generation AI: costi e ROI
    • Automazione processi B2B
    • Cold Email AI per B2B
    • Tutti gli articoli AI
  • SEO
    • consulenza Seo
    • Il Tuo Profilo di Backlink
    • Link Building e Digital PR
    • SEO Copywriting
    • Analisi dei Competitor
    • Parole Chiave Vincenti
    • Guida Completa all’Audit SEO
    • Il ROI del SEO
    • Consulenza SEO Professionale – Guida Completa
    • Local SEO
    • Servizio di Posizionamento
    • SEO per eCommerce
  • Blog
    • Tutti gli articoli
    • AI per B2B
    • SEO
    • Marketing
    • Strumenti AI
  • Cosa dicono di noi
    • Dicono di Noi
    • Chi Siamo
    • Contatti
  • Per Agenzie
  • Listino Prezzi
  • Prenota una call
You are here: Home / Decodifica il Tuo Profilo di Backlink: Tecniche e Strumenti per un’Analisi Approfondita

Decodifica il Tuo Profilo di Backlink: Tecniche e Strumenti per un’Analisi Approfondita

Decodifica il tuo profilo di backlink — guida DNArt all'analisi del profilo di backlink

A cura di Stefano Giurin — DNArt, agenzia SEO e AI dal 2001. Aggiornato a giugno 2026.

In sintesi. Analizzare il profilo di backlink significa misurare sei segnali — domini referenti, autorità del dominio, distribuzione delle anchor text, rapporto dofollow/nofollow, velocità di acquisizione e rilevanza tematica — con strumenti come Google Search Console (gratuito), Ahrefs, Semrush e Majestic. Lo scopo: proteggere i link che ti danno autorità, bonificare i tossici con rimozione o disavow, e individuare i divari rispetto ai competitor. Sotto trovi il processo in 5 passi che usiamo in DNArt.

Il tuo profilo di backlink è la somma di tutti i link che puntano al tuo sito. È anche uno dei fattori che Google pesa di più per decidere dove posizionarti. Eppure quasi nessuno lo guarda davvero: si costruiscono link alla cieca, senza sapere cosa si ha già in mano.

Perché analizzare il profilo prima di costruire

Aggiungere nuovi backlink senza un’analisi è come riempire un secchio bucato. Prima di costruire, devi sapere tre cose: cosa funziona già (i domini che ti portano autorità, da proteggere), cosa ti frena (link tossici o schemi innaturali) e dove sei scoperto rispetto a chi ti supera.

Le metriche che contano davvero

Dimentica il numero totale di backlink: è la metrica più ingannevole. Mille link da forum spam valgono meno di dieci link editoriali da testate di settore. Guarda invece queste sei.

Domini referenti

Quanti siti diversi ti linkano. Cinquanta link da cinquanta domini valgono molto più di cinquecento link dallo stesso sito. È il primo numero da tenere d’occhio.

Autorità del dominio

Domain Rating di Ahrefs, Authority Score di Semrush o Domain Authority di Moz: scale da 0 a 100 che stimano la forza di un dominio. Non sono metriche ufficiali di Google, ma sono ottimi indicatori relativi. Conta più chi ti linka del quanto.

Distribuzione delle anchor text

Le parole usate nei link. Un profilo naturale è dominato dalle anchor di brand e dagli URL nudi; quelle a corrispondenza esatta — la keyword secca che vuoi posizionare — devono restare una piccola minoranza. Quando diventano troppe sono il segnale di manipolazione più facile da intercettare: lo indicano le stesse linee guida di Google sul link spam.

Rapporto dofollow / nofollow

Un profilo 100% dofollow è innaturale. I siti reali raccolgono un mix: social, commenti, sponsorizzazioni. Un buon equilibrio rassicura Google sulla genuinità del profilo.

Velocità di acquisizione

Il ritmo con cui guadagni link. Picchi improvvisi — trecento link in una settimana dopo mesi piatti — gridano “comprati”. La crescita deve sembrare organica perché lo è.

Rilevanza tematica

Un link da un blog di cucina verso un’azienda B2B di software conta poco. Google valuta la coerenza tematica tra chi linka e chi è linkato.

Infografica DNArt: le 6 metriche del profilo di backlink — domini referenti, autorità del dominio, anchor text, dofollow/nofollow, velocità di acquisizione, rilevanza tematica

Gli strumenti per leggere il profilo

Google Search Console — gratis, il punto di partenza

Nella sezione “Link” trovi i domini che ti linkano di più e le pagine più linkate, direttamente dalla fonte. È parziale — Google non mostra tutto — ma è gratis e attendibile.

Ahrefs

Il database di backlink più completo sul mercato. Site Explorer ti dà profilo completo, anchor, link nuovi e persi, Domain Rating.

Semrush

Backlink Analytics con un occhio in più sul Toxic Score, utile per isolare in fretta i link a rischio.

Majestic

Le sue due metriche — Trust Flow per la qualità e Citation Flow per la quantità — vanno lette insieme: un Citation Flow alto con Trust Flow basso è il classico profilo gonfiato di link scadenti.

StrumentoCostoForza principale
Google Search ConsoleGratuitoDati ufficiali dei link, dalla fonte
AhrefsA pagamentoDatabase backlink più ampio; link persi e nuovi
SemrushA pagamentoToxic Score e integrazione con le keyword
MajesticA pagamentoTrust Flow e Citation Flow per la qualità

Il processo in 5 passi

Ecco come procediamo, in concreto, quando fotografiamo il profilo di un cliente.

  1. Esporta i dati da Google Search Console (la fonte ufficiale, gratuita) e da almeno uno strumento a pagamento, per coprire i link che Google non mostra.
  2. Misura i sei segnali e fissa i valori di partenza: ti servono come baseline per misurare i progressi nel tempo.
  3. Segmenta i link in tre gruppi: forti (da proteggere e replicare), neutri (da ignorare), tossici (da gestire).
  4. Agisci: chiedi la rimozione dei link nocivi, tieni nota delle fonti dei migliori, e usa il disavow solo come ultima risorsa.
  5. Confronta con i competitor e trasforma i divari in un piano di acquisizione concreto.

Sano o campanello d’allarme?

Segnali di un profilo sano

  • Crescita graduale dei domini referenti.
  • Anchor dominate dal brand.
  • Mix dofollow/nofollow naturale.
  • Link da siti coerenti per tema e con traffico reale.

Bandiere rosse

  • Migliaia di link da pochissimi domini.
  • Anchor a corrispondenza esatta ripetute centinaia di volte.
  • Picchi di acquisizione improvvisi.
  • Link da PBN, siti in lingue che non c’entrano, pagine deindicizzate.

Cosa fare con i link tossici

Trovati i link dannosi, hai due strade. La prima e migliore: chiedere la rimozione al webmaster. La seconda, solo se la prima fallisce e i link sono davvero nocivi: lo strumento di disavow di Google (documentazione ufficiale). Attenzione, è un bisturi, non un’accetta: disconoscere per errore link buoni fa più danni dei tossici stessi. Usalo solo con prove chiare di negative SEO o di un passato di link comprati.

Come lo facciamo in DNArt

Un dettaglio che salta quasi sempre nelle analisi fai-da-te: i domini referenti persi. Quando un cliente ci arriva con un calo di posizionamento, la prima cosa che guardiamo non sono i link nuovi, ma quelli spariti negli ultimi sei mesi. Spesso il problema è lì — un paio di domini autorevoli che hanno rimosso o cambiato un link — molto prima che nei contenuti. È un controllo da cinque minuti che quasi nessuno fa.

Dall’analisi all’azione

Un’analisi che resta in un foglio di calcolo non serve a niente. Proteggi i link migliori e replica quelle fonti, bonifica i tossici, e colma i divari studiando chi ti supera: è il passo successivo, l’analisi del profilo dei competitor. Poi costruisci con metodo seguendo la guida alla link building e digital PR. Se vuoi prima capire come nascono e si valutano i link, parti da cosa sono davvero i backlink.

Domande frequenti

Ogni quanto va analizzato il profilo di backlink?

Per la maggior parte dei siti, una volta a trimestre. Mensile se stai facendo link building attiva o sospetti un attacco di negative SEO.

Lo strumento di disavow serve ancora?

Raramente. Google ignora già da solo gran parte dei link spam. Usalo solo con prove di negative SEO o un passato di link comprati.

Quanti backlink servono per posizionarsi?

È la domanda sbagliata. Contano la qualità e il numero di domini referenti, non il totale dei link. Meglio venti link rilevanti che duemila spam.

Parliamoci

Hai 30 minuti il mercoledì o il giovedì?

Niente pitch. Niente PowerPoint. Una conversazione diretta su dove il tuo sito sta perdendo clienti — e cosa fare concretamente per invertire la rotta.
Mercoledì e giovedì sono i miei giorni per questo. I posti sono pochi.

→ Prenota la tua call gratuita (30 min)
Stefano Giurin, founder di DNArt

Chi scrive

Sono Stefano Giurin, founder di DNArt (agenzia digitale dal 2001) e autore del libro SEO: La Guida Pratica di Base (2024). Nel digitale dal 1993, SEO dal 2013: ho seguito posizionamento e advisory per brand come Camper & Nicholsons, Samsung Bolivia, Farmacorp, Reflexmania ed Ego55, con risultati documentati (dal +35% di traffico organico al +300% su progetti costruiti quasi da zero). Sono co-fondatore della community Nomadi Digitali Italiani (qui la mia intervista). Il metodo che descrivo è quello che applico ogni giorno sui progetti reali.

Dicono di me

“Un professionista molto serio e preparato; ho apprezzato in particolare la sua capacità di spiegare problematiche e soluzioni in maniera chiara ed efficace.”
Karim Schneider — Founder, Viral Kindness Saigon (referenza su LinkedIn)

Altre referenze verificabili sul mio profilo LinkedIn e nella pagina dicono di noi.

DNArt

SEO · AI · Automazioni

  • seo Specialist
  • chi siamo
  • social manager
  • social media
  • Copywriting
  • Contatti
  • Privacy Policy

© 2026 DNArt — Strumenti di Comunicazione · Dal 2001